

Chi sono
Mi chiamo Enrico Guidi, sono nato e vivo a Roma. Il disegno è sempre stato parte del mio modo di osservare e comprendere il mondo: un gesto naturale e quotidiano, che nel tempo è diventato la mia professione di illustratore, grafico e product designer..
Chi sono
Mi chiamo Enrico Guidi, sono nato e vivo a Roma. Il disegno è sempre stato parte del mio modo di osservare e comprendere il mondo: un gesto naturale e quotidiano, che nel tempo è diventato la mia professione di illustratore, grafico e product designer.


Dalla frattura alla forma
Come nasce una passione per la ceramica?
A volte basta un vaso rotto.
La mia strada nella ceramica tuttavia è nata per caso. Il vaso di un bonsai si ruppe ed è stato lì che ho iniziato a modellare la mia nuova curiosità. A fine 2017 ho cominciato, da autodidatta, a esplorare questo universo lento, meditativo, fatto di manualità e pazienza. Ho imparato da libri, video, consigli, tentativi, errori e scoperte casuali. Qualche tempo dopo sono arrivati un piccolo forno, un tornio usato, e con loro più tempo per sperimentare. È un hobby che, diventato passione, cresce nel tempo e che, un vaso alla volta, mi arricchisce in molto aspetti.

Dalla frattura
alla forma
Come nasce una passione per la ceramica?
A volte basta un vaso rotto.
La mia strada nella ceramica tuttavia è nata per caso. Il vaso di un bonsai si ruppe ed è stato lì che ho iniziato a modellare la mia nuova curiosità. A fine 2017 ho cominciato, da autodidatta, a esplorare questo universo lento, meditativo, fatto di manualità e pazienza. Ho imparato da libri, video, consigli, tentativi, errori e scoperte casuali. Qualche tempo dopo sono arrivati un piccolo forno, un tornio usato, e con loro più tempo per sperimentare. È un hobby che, diventato passione, cresce nel tempo e che, un vaso alla volta, mi arricchisce in molto aspetti.


Ogni vaso ha una storia
Cosa rende veramente unico un vaso fatto a mano?
L’idea che lo ha generato.
Ogni mio vaso nasce da un'idea, uno schizzo su carta, che poi si evolve in disegni e finiture che guidano la ricerca di proporzioni, forme ed equilibrio, e solo alla fine arriva all'argilla. Niente stampi o timbri, niente calchi o scorciatoie: solo lastre di argilla tagliate, unite, modellate e levigate a mano con strumenti basilari e, quando necessario, un tornio per alcuni vasi rotondi o ovali. Mentre alcuni pezzi richiedono pochi giorni, altri settimane, alcuni persino mesi, perché ogni argilla ha una sua memoria e un suo carattere e spesso è implacabile. E alla fine, c'è sempre il forno, il traguardo finale, sempre pieno di sorprese; alcune impreziosiscono il lavoro, altre insegnano a ricominciare. È un processo lento, che richiede la stessa dedizione della pianta a cui apparterrà.


Ogni vaso
ha una storia
Cosa rende veramente unico un vaso fatto a mano?
L’idea che lo ha generato.
Ogni mio vaso nasce da un'idea, uno schizzo su carta, che poi si evolve in disegni e finiture che guidano la ricerca di proporzioni, forme ed equilibrio, e solo alla fine arriva all'argilla. Niente stampi o timbri, niente calchi o scorciatoie: solo lastre di argilla tagliate, unite, modellate e levigate a mano con strumenti basilari e, quando necessario, un tornio per alcuni vasi rotondi o ovali. Mentre alcuni pezzi richiedono pochi giorni, altri settimane, alcuni persino mesi, perché ogni argilla ha una sua memoria e un suo carattere e spesso è implacabile. E alla fine, c'è sempre il forno, il traguardo finale, sempre pieno di sorprese; alcune impreziosiscono il lavoro, altre insegnano a ricominciare. È un processo lento, che richiede la stessa dedizione della pianta a cui apparterrà.



L’unicità come
atto consapevole
Non replicare, ma comprendere e andare oltre.
Credo che la vera unicità vada progettata, così ogni vaso è pensato e costruito per essere attivamente unico, non per mera casualità, ma perché portatore di una scelta formale precisa. Non cerco uno stile personale da replicare, ma affronto ogni vaso come un’occasione unica. Questo mi consente di esplorare costantemente nuove idee, forme, possibilità. La mia è una ricerca continua, un processo più che un risultato in cui l’obiettivo non è ripetere, ma capire per poi superare ciò che si è appena raggiunto.


L'unicità
come atto consapevole
Non replicare, ma comprendere
e andare oltre.
Credo che la vera unicità vada progettata, così ogni vaso è pensato e costruito per essere attivamente unico, non per mera casualità, ma perché portatore di una scelta formale precisa. Non cerco uno stile personale da replicare, ma affronto ogni vaso come un’occasione unica. Questo mi consente di esplorare costantemente nuove idee, forme, possibilità. La mia è una ricerca continua, un processo più che un risultato in cui l’obiettivo non è ripetere, ma capire per poi superare ciò che si è appena raggiunto.
Tradizione
e discontinuità
Onorare la tradizione aggiungendo nuovi elementi
Mi ispiro alla natura e a diverse culture: da quelle orientali a quelle mediterranee e pur rispettando proporzioni e principi funzionali della tradizione orientale, cerco nuove prospettive permeate dal mio background culturale e incanalate in nuove forme, nuove connessioni, non necessariamente canoniche, tra un vaso e il bonsai o la pianta di accompagnamento, che possano unirli e valorizzarne l'abbinamento. Il mondo del bonsai, è condotto da tradizioni antiche con regole e proporzioni ben codificate, ma dal mio punto di vista, non può esserci tradizione senza innovazione, e viceversa.
Da qui il nome, dalla lingua latina dei miei antenati, Haereticus. Un eretico è, semanticamente, qualcuno che ha fatto una scelta, una scelta divergente, non necessariamente in opposizione al dogma stabilito, ma certamente diversa. 異端者 (itan-sha), se preferite il giapponese.


Tradizione
e discontinuità
Onorare la tradizione
aggiungendo nuovi elementi
Mi ispiro alla natura e a diverse culture: da quelle orientali a quelle mediterranee e pur rispettando proporzioni e principi funzionali della tradizione orientale, cerco nuove prospettive permeate dal mio background culturale e incanalate in nuove forme, nuove connessioni, non necessariamente canoniche, tra un vaso e il bonsai o la pianta di accompagnamento, che possano unirli e valorizzarne l'abbinamento. Il mondo del bonsai, è condotto da tradizioni antiche con regole e proporzioni ben codificate, ma dal mio punto di vista, non può esserci tradizione senza innovazione, e viceversa.
Da qui il nome, dalla lingua latina dei miei antenati, Haereticus. Un eretico è, semanticamente, qualcuno che ha fatto una scelta, una scelta divergente, non necessariamente in opposizione al dogma stabilito, ma certamente diversa. 異端者 (itan-sha), se preferite il giapponese.
Una vetrina, diario di una passione
Creo per necessità interiore, non con lo scopo di vendere.
Questo sito è una vetrina, un archivio del mio percorso, una memoria in costruzione. Molti vasi fanno parte della mia collezione personale, altri sono entrati in collezioni private, scelti da persone che hanno sentito un legame con il mio cammino. Di tanto in tanto, alcuni pezzi saranno disponibili per chi desiderasse entrare in risonanza con questa ricerca e farne parte, possedendone un frammento concreto.
Una vetrina,
diario di una passione
Creo per necessità interiore,
non con lo scopo di vendere.
Questo sito è una vetrina, un archivio del mio percorso, una memoria in costruzione. Molti vasi fanno parte della mia collezione personale, altri sono entrati in collezioni private, scelti da persone che hanno sentito un legame con il mio cammino. Di tanto in tanto, alcuni pezzi saranno disponibili per chi desiderasse entrare in risonanza con questa ricerca e farne parte, possedendone un frammento concreto.







